arrivarci in treno, aria condizionata senza compromessi, e trovarsi nell'afoso piazzale dei cinquecento, in balia di tassisti e metropolitana. e non sai cos'è meglio.
epperò, c'è il roma fiction festival con le file dalle 7,30 per farsi la masterclass di Lost, e ci sono le manifestazioni a barberini, e c'è questa città che sa di poter ospitare un vice G8 da un momento all'altro, perché basta 'na scossetta piccola piccola perchè lo staff di obama faccia sbaraccare tutto.
c'è, a roma, questa sensazione che tutto possa succedere o stia già succedendo. che non c'é a milano, che sarà anche più cool ma anche troppo compassata e boriosa per vomitare qualcosa di imprevedibile o almeno divertente.
effaccaldo, sì, è vero, e i bus arrivano in ritardo e le signore se ne vanno in giro con le braccia flaccide e le canottiere, mentre i figli piccoli si trascinano con in mano un cono in ebollizione, i sandali di plastica e le punte delle dita sporche d'asfalto. c'è la gente a cui, dopo mesi di milano, ti disabitui. c'è l'umanità che dopo mesi a roma rifiuti e vorresti eliminare con una sola, salvifica botta di napalm, ogni volta che ti trovi compresso sul 64 e non sai nemmeno tu perchè ti ci sei infilato dentro, ché a piedi e sotto il sole sudavi di meno.
a roma c'è un fiume bello come la storia, che non è pulita né giusta, ma c'è e se ne fotte del resto, che tu voglia attraversarla su un ponte o starla solo a guardare.
a roma si sta scomodi, tanto, e pure stretti nonostante sia un enorme cratere. però basta la luce, la luce chiara del mattino o quella arancione dalle otto di sera, il contrasto tra i tetti e l'ocra degli intonaci e il cielo azzurro stanco. a volte, per stare meglio, basta la luce.
martedì 7 luglio 2009
roma is hot
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Marika Surace
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mercoledì 1 luglio 2009
editing
ovvero come un buon montaggio può ridimensionare edward "succhiasangue" cullen e dimostrare al mondo come, alla fine, il partner che ti scegli può risollevarti o distruggerti. ma che più spesso ti distrugge.
tra l'altro avevo sottovalutato buffy da morire quando davano il telefilm. e invece.
Edward vs. Buffy
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lunedì 29 giugno 2009
mercoledì 24 giugno 2009
UN GRADO DI SEPARAZIONE DA OBAMA
E ditemi se è poco. E' vero che ieri si è trattato solo di un'intervista, ma conoscere Michael Cunningham, l'autore di The Hours, che con entusiasmo ti parla dell'ultima conversazione avuta con l'attuale presidente degli Stati Uniti, fa un certo effetto. Quello che colpisce di di questo autore poliedrico (in giorni memorabili si muove con agilità tra la fantascienza e il poliziesco, anche se il romanzo che l'ha reso famoso e che è diventato un film con Nicole Kidman e Julianne Moore è di un romantico pazzesco) è la sua vitalità. Gliela vedi danzare negli occhi, quando riflette sulla domanda che gli ho appena fatto e intanto sorride maliziosamente, seducendo tutte le persone nella stanza. Non fa più l'insegnante, vive la sua giornata come "tutti i newyorkesi" (e lamentati...), vede gli amici, e soprattutto legge, legge, non smette mai di leggere. Da Giorni Memorabili (l'ispiratore in questo caso è il poeta Walt Whitman, l'autore di Foglie d'erba) sono passati tre anni, ha qualcosa in ballo, una sceneggiatura sulla vita di Freddy Mercury nel cassetto. E il sorriso più bello che abbia visto questa settimana.
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martedì 23 giugno 2009
COOL GRANNY
La Milanesiana albeggia, e per me quest'inizio ha il colore rosa shocking delle scarpe di Erica Jong. L'autrice acclamatissima di Fear of Flying (io l'ho letto a tredici anni, preso in prestito dalla libreria della mamma di un'amica. inutile dire che ci ho capito ben poco, allora, di orgasmi e liberazione sessuale) è una splendida donna, litiga con l'Iphone per farmi vedere le foto dei tre nipotini, mi chiede se secondo me il favoloso abito da cocktail che ha scelto per la serata è troppo informale, e inizia a parlare. Racconta di sè, del rapporto con sua figlia anche lei scrittrice, della poesia che nella sua vita è venuta prima della narrativa, dell'importanza che le donne capiscano quanto è importante prendersi ciò che appartiene loro. Sua icona personale? Madonna. Le 4 ragazze di Sex and the city, invece, le trova divertenti, e le piace l'idea dell'amicizia al femminile. Ma niente di più. D'altronde lei è newyorkese, adora le scarpe e nel 1973 parlava di sesso senza peli sulla lingua. Carrie Bradshaw è solo una copia ben riuscita!
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giovedì 18 giugno 2009
THAT'S NY
Ogni volta che vado negli Stati Uniti, e soprattutto a New York, quello che mi fa rosicare di più sono i dettagli. Cioè, mica si possono invidiare i grattacieli eleganti, il parco immenso e vitalissimo, il razionalissimo sistema di trasporti pubblici... I deficit monumentali e strutturali sono quelli che sono, ce li portiamo dietro da anni, non c'è battaglia che tenga contro il piano regolatore. Ma i dettagli, ragazzi, i dettagli. hanno questo modo tutto loro di semplificarti la vita, di venire incontro alle esigenze dei cittadini, con gli orari di apertura, con tutti questi economicissimi taxi che punteggiano di un giallo uniforme le strade, con la gentilezza mercenaria dei loro commessi, con le cucine sempre aperte nei diner, con i banchetti con i croissant e il caffè ad ogni isolato, i distributori di quotidiani. E le colazioni con i recession menu, il caffè servito sempre e comunque, insieme all'acqua, la voglia che la gente ha ancora di chiacchierare, il wireless dato per scontato, gli artigiani per strada, i mercatini della domenica, le università che traboccano entusiamo e speranza. E soprattutto la sensazione che al mondo ci sono ancora cose che ti possono sorprendere. Mica male, no?
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venerdì 18 aprile 2008
LO QUE TU QUIERAS OIR (quello che tu vuoi ascoltare)
Guillermo Zapata è un giovane sceneggiatore spagnolo, ha 28 anni ed è tra gli autori di Hospital Central, una specie di General Hospital iberico che guardavo spesso su Telecinco quando vivevo a Barcellona. Guillermo ha scritto e girato un cortometraggio, Lo que tu quieras oir, e senza curarsi di competizioni e vetrine ufficiali, lo ha buttato nel contenitore video più famoso del web, YouTube. Risultato? E' uno dei video più visti nella storia, scaricato ben 68.000 volte, e la protagonista, Fatima Baeza, 34 anni, già interprete di Hospital Central, è diventata richiestissima. Nel corto interpreta Sofia, giovane insegnante di scuola materna che torna a casa, chiacchiera con un'amica al telefono e mentre prepara la cena per il suo fidanzato si accorge che qualcosa è cambiato. Alla fine riuscirà a ricostruire l'equilibrio perduto con un gioco, un collage particolare grazie a cui sarà lei a poter dire l'ultima parola. Bisogna guardarlo per capire. Anche per chi non conosce lo spagnolo, è semplice comprendere quello che succede.
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martedì 25 marzo 2008
NAVIGLI, QUALE TUTELA AI RESIDENTI?
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mercoledì 27 febbraio 2008
RUMENI A MILANO: SOLO CRONACA NERA?
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domenica 23 dicembre 2007
FUORISALONE 2007 E LA CENA DI TUTTI
Video girato durante lo scorso Fuorisalone di Milano: la cena di tutti è stata una delle iniziative più divertenti della settimana.
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Marika Surace
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